Comprare un'azione sottovalutata è un po' come scoprire un tesoro dimenticato su uno scaffale impolverato. Spesso irrazionale nel breve termine, il mercato finisce comunque per correggere i propri eccessi. Un'azienda solida e redditizia, temporaneamente trascurata a causa del rumore di fondo o di un ciclo sfavorevole, può rappresentare un'opportunità d'ingresso ideale prima che il "ribilanciamento" del mercato si concretizzi.

Nel 2026, con il rialzo dei tassi, le tensioni geopolitiche e l'accelerazione tecnologica, molte azioni sono trattate al di sotto del loro valore equo. Alcune mostrano un P/E* troppo basso rispetto loro potenziale di crescita, altre offrono dividendi in crescita ignorati dal mercato, altre ancora sono semplicemente vittime di una mancanza di attenzione.

Promemoria:

Il rapporto P/E (prezzo/utili) mette a confronto la valutazione di un'azione con i suoi profitti. Il PEG migliora l'analisi tenendo conto del tasso di crescita previsto. Un PEG inferiore a 1 indica generalmente un'azione sottovalutata rispetto al suo potenziale di crescita.

È questa la logica che analizzeremo qui, attraverso 12 azioni che riteniamo sottovalutate ma che presentano un reale potenziale di rivalutazione. Per ciascuna di esse, abbiamo analizzato i fondamentali, identificato potenziali catalizzatori e valutato i rischi.

Ecco la nostra selezione ragionata di 12 azioni sottovalutate ad alto potenziale nel 2026.

#1 – Meta Platforms

Meta resta una delle aziende tecnologiche più solide in vista del 2026, nonostante fasi di volatilità ricorrenti. Il segmento pubblicitario delle sue piattaforme continua a generare una redditività eccezionale, con margini operativi che rimangono intorno al 50% nonostante gli ingenti investimenti nelle infrastrutture AI. La recente compressione dei multipli riflette più la cautela del mercato che un reale deterioramento del business. Per gli investitori di lungo periodo, Meta offre una combinazione convincente di crescita ricorrente, flussi di cassa enormi e una valutazione oggi molto attraente per un gruppo di queste dimensioni.

I livelli di engagement rimangono solidi, i contenuti video brevi continuano a sostenere la fidelizzazione e gli strumenti pubblicitari mantengono un vantaggio competitivo strutturale. Se la spesa legata all’AI dovesse stabilizzarsi o se iniziative a lungo termine iniziassero a mostrare risultati tangibili, la società potrebbe beneficiare di una rivalutazione più decisa nei prossimi trimestri.

#2 – Walt Disney

Disney sta lentamente recuperando slancio dopo anni complessi. Le attività streaming si stanno avvicinando alla redditività, i parchi tematici mostrano margini in miglioramento e i franchise del gruppo rimangono asset unici nel panorama dell’intrattenimento globale. Il titolo scambia ancora a sconto significativo rispetto al valore complessivo delle sue attività, creando un’interessante finestra d’ingresso mentre il gruppo continua la sua ristrutturazione e le politiche di riduzione dei costi stanno già producendo effetti concreti.

La visibilità sui prossimi anni resta solida: struttura più snella, focus sui contenuti premium, disciplina nei costi e potenziale strategico legato a ESPN. Se i risultati finanziari continueranno a migliorare, è probabile che il mercato riveda al rialzo la valutazione.

#3 – Comcast

Comcast, uno dei principali operatori broadband e media negli Stati Uniti, continua a essere sottovalutata nonostante un business core estremamente stabile e redditizio. L’azienda genera flussi di cassa costanti e tratta a multipli inferiori alle medie storiche, una situazione che riflette più il sentiment generale che debolezze strutturali. Per gli investitori in cerca di un profilo difensivo con utili prevedibili, Comcast rappresenta un’opportunità sottovalutata spesso ignorata dal mercato.

#4 – Albemarle

Albemarle, uno dei principali produttori mondiali di litio, è stata penalizzata dal crollo dei prezzi della materia prima. Tuttavia, questa flessione sembra riflettere un ciclo temporaneamente sfavorevole, non un cambiamento strutturale del settore. L’azienda mantiene un forte vantaggio sui costi, contratti a lungo termine e una posizione strategica all’interno della filiera globale delle batterie. La valutazione attuale è inferiore al valore intrinseco stimato, mentre la domanda di batterie per veicoli elettrici ed energia rinnovabile continuerà a crescere nel prossimo decennio.

Molti investitori hanno probabilmente reagito in modo eccessivo al calo dei prezzi spot, dimenticando che una parte significativa dei ricavi deriva da contratti pluriennali con prezzi più stabili. Quando il mercato tornerà a prezzare i fondamentali di lungo periodo, Albemarle potrebbe beneficiare di una rivalutazione rapida e significativa.

#5 – Corteva

Corteva, leader globale nel settore delle sementi e della protezione delle colture, opera in un comparto essenziale ma spesso sottovalutato dagli investitori europei. L’azienda beneficia di un portafoglio altamente differenziato e di soluzioni agricole premium, che sostengono margini costanti nel tempo. Nonostante ciò, la valutazione rimane ragionevole, sostenuta da una domanda strutturale legata alla produzione alimentare globale, all’adattamento climatico e alla crescente necessità di una maggiore efficienza agricola.

Con uno sconto ancora moderato rispetto ai suoi fondamentali di lungo periodo, Corteva si distingue come titolo difensivo con prospettive di crescita stabili — una combinazione rara nell’attuale contesto di mercato.

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#6 – Eastman Chemical

Eastman Chemical, specialista in materiali avanzati, è ancora percepita da molti come un semplice titolo industriale ciclico — una visione che non riflette più la sua reale trasformazione. Negli ultimi anni, la società ha progressivamente spostato il proprio portafoglio verso materiali a più alto valore aggiunto, riuscendo così a preservare i margini anche in un contesto macroeconomico complesso. Oggi il titolo scambia con un P/E depresso, inferiore sia alle medie settoriali sia ai propri standard storici.

Se il ciclo industriale dovesse normalizzarsi e la domanda di materiali speciali continuasse a rafforzarsi, Eastman potrebbe beneficiare di una rivalutazione naturale mano a mano che i segmenti premium acquisiranno ulteriore peso nel suo portafoglio.

#7 – CarMax

CarMax, il più grande rivenditore di auto usate negli Stati Uniti, è stato particolarmente penalizzato dalle condizioni di credito restrittive e dall’aumento dei tassi. Nonostante ciò, il modello integrato dell’azienda e il suo solido ecosistema digitale hanno permesso di mantenere margini resilienti e di migliorare l’efficienza operativa. Il titolo oggi scambia al di sotto dei suoi livelli storici, riflettendo più la pressione macroeconomica che eventuali debolezze strutturali del business.

Se le condizioni di finanziamento dovessero stabilizzarsi o la fiducia dei consumatori migliorare, CarMax potrebbe recuperare trazione rapidamente. Considerata la forza del marchio e la strategia omnicanale, l’attuale valutazione rappresenta un’opportunità di recupero credibile.

#8 – Pfizer

Pfizer è stata fortemente penalizzata dalla normalizzazione dei ricavi legati al Covid, ma questa reazione del mercato sembra ignorare i fondamentali di lungo periodo. Gli utili per azione stanno tornando a crescere e i principali indicatori di valutazione — incluso un PEG particolarmente interessante — suggeriscono una sottovalutazione reale. La società continua a investire nella propria pipeline, a generare solidi flussi di cassa e a sostenere un dividendo interessante per gli investitori orientati al reddito.

Man mano che il mercato assorbirà completamente il “post-Covid reset” e tornerà a concentrarsi sul portafoglio core e sui nuovi lanci, il titolo potrebbe recuperare fiducia e rivalutarsi coerentemente.

#9 – AT&T

AT&T, uno dei maggiori operatori delle telecomunicazioni negli Stati Uniti, soffre ancora di una percezione negativa da parte del mercato nonostante progressi tangibili negli ultimi anni. La strategia di riduzione del debito sta procedendo, i margini si stanno stabilizzando e il titolo scambia a un P/E molto basso rispetto ai concorrenti. Per gli investitori alla ricerca di rendimento, AT&T rimane uno dei più interessanti income play del settore telecomunicazioni.

Se il sentiment del mercato dovesse migliorare anche solo lievemente, il titolo potrebbe beneficiare di un upside significativo, vista l’attuale sottovalutazione — rendendo AT&T un’interessante idea value per il 2026.

#10 – Ford

Ford ha attraversato una fase complessa nel segmento elettrico, ma il mercato sembra aver trascurato la solidità delle sue attività principali. I modelli tradizionali e ibridi continuano a generare gran parte dei profitti, mentre la strategia EV sta diventando più pragmatica e meglio allineata alla domanda reale. I margini si sono stabilizzati e la valutazione rimane inferiore ai livelli storici, creando uno sconto interessante per gli investitori orientati al valore.

Con un portafoglio rinnovato, investimenti mirati e una gestione del capitale più disciplinata, Ford potrebbe beneficiare di una rivalutazione man mano che il mercato adotterà una visione meno binaria tra EV e motori tradizionali. L’equilibrio attuale tra crescita moderata e valutazione interessante rende il titolo particolarmente interessante per il 2026.

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#11 – Visa

Visa rimane una delle aziende più redditizie e solide a livello globale, con un modello di business capital-light che garantisce margini elevati e un ritorno sul capitale costantemente superiore al 20%. Le recenti discussioni regolamentari hanno introdotto volatilità, ma non hanno scalfito i fondamentali del settore dei pagamenti digitali, che continua a beneficiare di trend strutturali molto forti.

La valutazione attuale è più interessante rispetto agli anni precedenti, e Visa resta un titolo di qualità superiore per gli investitori di lungo periodo. La combinazione di scala globale, vantaggio competitivo e crescita secolare rende probabile una rivalutazione naturale nei prossimi trimestri.

#12 – Lululemon

Lululemon ha vissuto un periodo più volatile, con rallentamenti temporanei e un sentiment meno favorevole. Tuttavia, la crescita rimane sana e il modello retail continua a dimostrarsi estremamente efficiente. Il brand mantiene un posizionamento premium e una forte fidelizzazione, elementi che supportano un’espansione internazionale ancora in fase iniziale.

Il titolo oggi tratta a una valutazione inferiore rispetto ai picchi precedenti, nonostante la solidità dei fondamentali. Per gli investitori orientati alla crescita sostenibile, Lululemon rappresenta un’opportunità interessante in vista di un potenziale miglioramento del sentiment nel 2026.

Conclusione: perché queste azioni sottovalutate potrebbero presto tornare alla ribalta?

Per individuare azioni sottovalutate, è necessaria un'attenta analisi dei fondamentali e una buona comprensione delle dinamiche di mercato. Le aziende elencate qui sopra combinano stabilità, rendimento e potenziale di crescita, rendendo la loro valutazione attuale particolarmente interessante per gli investitori del 2026. Come sempre, la diversificazione e l’allineamento con i propri obiettivi finanziari restano fondamentali.

In un mercato spesso guidato dalla moda o dalla paura, le azioni dimenticate offrono un’opportunità unica: investire non nell’euforia, ma nell’oblio. Tutti e 12 i titoli presentano fondamentali solidi e valutazioni depresse. Alcuni saliranno gradualmente, altri potrebbero rimbalzare rapidamente.

Ma in ogni caso, pazienza e analisi ripagano.

« Nel breve termine il mercato è una macchina da voto. Nel lungo termine è una bilancia. »

E oggi, la bilancia sembra decisamente pendere a favore di queste azioni dimenticate...