Cos’è L’ RSI ?

RSI

Illustrazione: Che cos’è l’RSI (Relative Strength Index) ?

Ci sono decine di metodi, strategie e indicatori tecnici che consentono ai trader di trovare idee, individuare punti di entrata o di uscita, di determinare lo stato di un mercato su diversi orizzonti temporali. Tra questi, l'RSI è uno dei più noti e più utilizzati.

Che cos’è l’RSI?

L'RSI (Relative Strength Index) è un indicatore tecnico di momentum. La sua traduzione in italiano equivarrebbe a "l'indice di forza relativa." Il suo interesse principale è quello di segnalare le condizioni di ipercomprato o supervenduto di un attivo. Tecnicamente, questo indicatore confronta la grandezza dei recenti guadagni o perdite in un determinato arco di tempo per misurare la velocità e le variazioni di movimento del prezzo. 

La maggior parte delle piattaforme di trading fornisce direttamente questo indicatore in aggiunta al grafico di qualsiasi attivo (coppie di valute, azioni, materie prime ...).

L'RSI può assumere valori che vanno da 0 a 100. L'orizzonte di tempo usuale è di 14 giorni. Si noterà quindi sul grafico l'annotazione RSI (14). Questa unità di tempo può naturalmente essere modificata, al fine di ottenere delle viste temporali più o meno lunghe.

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Come utilizzare l’RSI?

Generalmente, due livelli sono consentono di dare dei segnali di ingresso o di uscita:

Se l'RSI è superiore o uguale a 70, il mercato è ipercomprato o sopravvalutato, non è il momento giusto per comprare, perché è probabile che i prezzi scendano o che si verifichi una inversione di tendenza.

Se l'RSI è inferiore o uguale a 30, il mercato è ipervenduto o sottovalutato, non è opportuno vendere perché è probabile che il mercato risalirà.

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D'altra parte, per confermare un trend di mercato, viene spesso controllato il livello di RSI a 50. Infatti, in un mercato ribassista, quando l'RSI incrocia il livello 50 verso il basso, ciò conferma la tendenza. Idem per un mercato rialzista quando l'RSI supera il livello di 50 verso l'alto.

Un altro uso dell'RSI, più sottile, consiste nell'individuare un decorrelazione tra l'RSI e i prezzi di mercato: ciò prende il nome di divergenza.

Esempio:  il mercato fa due massimi successivi, il secondo maggiore o uguale al primo; allo stesso tempo, anche l'RSI fa due top, ma il secondo è inferiore al primo. Ciò significa che il mercato si sgonfia e che è imminente un'inversione. Si parla allora di divergenza ribassista.

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Questo funziona anche con due minimi, indicando un aumento probabile dei prezzi. Si tratta qui della divergenza rialzista: il mercato realizza un nuovo minimo, mentre l'RSI raggiunge un valore più alto.

Limiti

Certamente molto facile da usare, l'RSI può dare dei falsi segnali. Infatti, in un mercato ribassista, l'RSI può rimanere a lungo al di sotto di 30. Idem per un mercato rialzista con un RSI superiore per un po' di tempo a 70 . E' difficile sapere quando il mercato è davvero ipercomprato o supervenduto e prevedere le inversioni. Per trovare dei palliativi a queste circostanze incerte, i commercianti non usano 30 e 70 come limiti, bensì 25 e 75, o 20 e 80. A questi livelli, la probabilità che il mercato sia supervenduto o ipercomprato è maggiore.

In tutti i casi, è indispensabile utilizzare questo metodo con altri indicatori o schemi grafici per confermare i segnali di acquisto e vendita.

In breve

Di nuovo, questa non è una formula magica e può essere che questo metodo non funzioni perfettamente. Ecco perché deve essere accoppiato con altre strategie.

D'altra parte, le divergenze non sono uniche dell'RSI. Sono utilizzabili anche con altri indicatori tecnici che consentono di confermare o meno i segnali.

Ultimo aggiornamento il 28/12/16

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